L'area del museo
M9 porta la firma dello studio berlinese Sauerbruch Hutton, vincitore del Concorso Internazionale di Architettura.
La soluzione proposta è attenta all’impatto ambientale e alla sostenibilità energetica, modifica positivamente l’assetto e la percezione dell’area attraverso la creazione di nuovi percorsi pedonali che armonizzano il tessuto urbano, aiutando il centro di Mestre a ritrovare un suo equilibrio, una sua grazia, una sua nuova identità.
L’edificio museale vero e proprio si dispone nell’area Pascoli e lungo via Brenta Vecchia e ne ridisegna completamente i fronti. Gli spazi del museo sono suddivisi in due edifici distinti: il primo più imponente, ospita gli spazi espositivi, l’auditorium e i servizi al pubblico; il secondo, defilato e dalle dimensioni più contenute , accoglie gli uffici, le sale di controllo, le funzioni di back office e due piccoli spazi commerciali.
Il progetto prevede che tutti i servizi per il pubblico del museo siano collocati al piano terra dell'edificio principale, sviluppandosi intorno all'ampio foyer: qui si trovano il bancone dedicato ai servizi di accoglienza (biglietteria, informazioni ecc..) e gli accessi al bookshop e alla caffetteria.
Il comune denominatore è la cultura, prodotta e consumata secondo declinazioni particolari quali l'arte contemporanea, il design, la moda sperimentale, il food, le professioni e i servizi culturali.
Si tratta di stimolare una riflessione sul legame strettissimo tra enti culturali, identità, city life e nuove economie, creando un attraversamento tra un centro di consumi culturali (area commerciale), un think-thank per le politiche artistiche (area culturale) e la prototipazione di ricerche e sperimentazioni borderline (area cult-comm).



